
Spesso quando devo raggiungere un determinano luogo a piedi tendo ad estraniarmi da tutto quello che mi circonda, innesco il passo veloce e via! Non mi distraggono i suoni, i profumi, le immagini Nulla! Questo, purtroppo, tante volte mi fa perdere quei piccoli particolari, quelle curiosità di cui in genere sono “ghiotto”, a volte ci scappa pure la brutta figura perché non inquadro neppure le persone che conosco.
«Hei! Perché non mi hai salutato l’altro giorno?». Questa è la frase che da sempre mi ossessiona. «Mi spiace, non ti ho proprio visto». E giù scuse più offerta di caffè per farsi perdonare… con il sospetto che qualcuno ci marci per farsi offrire il caffettino. Chissà.
Al di la della battuta questa divagazione serve ad introdurre il racconto di un fatto che mi è capitato tempo fa.
Stavo camminando velocemente in mezzo alla gente quando d’improvviso mi si para davanti una signora. È un attimo, mi fermo di colpo e vedo che sta muovendo le labbra.
Afferro solo le ultime parole «…mi può dare cinque euro?».
Il tempo non esiste più, anche i rumori del traffico e l’aria gelida che per un istante avevano accompagnato le sue parole sono scomparse. Lei mi fissa, poi avvicina una mano tremante alla bocca, abbassa gli occhi e farfuglia un qualcosa che potrebbe essere «Mi scusi» e la vedo andar via in attimo, così, come mi era apparsa.
Credo d’aver fatto ancora qualche passo, più per inerzia che per volontà di camminare.
Mi giro, torno indietro alla ricerca di quella donna. Sembra assurdo ma in quell’istante mi sembra di nuotare contro corrente, contro una marea di gente che si muove tutta nella stessa direzione e non mi lascia passare.
Desisto. Mi fermo e lascio andare solo lo sguardo dall’altro lato della strada, hai visto mai.
Cento pensieri mi passano per la mente: Chi era? Perché ha fermato proprio me? Cosa cercava? Non era una mendicante, è scappata mostrando quello che sembrava un reale imbarazzo e tutto questo mi porta ad una sola risposta: Aveva bisogno d’aiuto ed io non sono stato lucido e veloce nel capirlo. Bravo pirla.
Tristissimo, speriamo abbia poi trovato l’aiuto che cercava. 🙁
Hei, adesso l’ho visto! Nei commenti ci si può rispondere direttamente e ci sono i link ai tuoi vecchi articoli. Allora non scherzavi quando parlavi di novità. 😀
Non ti sfugge nulla eh? 😉
Sei ritornato sul posto nei giorni a seguire? Magari abita li vicino e la ritrovi.
Sono circa 40 km da dove vivo. Impossibile.
Capita anche a me di camminare velocemente pensando ai fatti miei e di spegnere i miei pensieri solamente quando devo attraversare la strada, per paura di essere investita. Non crearti inutili sensi di colpa. Il mondo è pieno di gente che chiede aiuto e noi non possiamo accorgerci di tutti, soprattutto se siamo molto impegnati e un po’ distratti. Ciao. Buona serata
Elisa Mirabella
Non so se si possa parlare di senso di colpa, lo so che non è possibile aiutare tutti ma fare nulla a fare poco…ecco forse sarebbe bastato.
Ho un brutto ricordo in tema di richieste d’aiuto. Mi fermó una ragazza che piangendo e gridando mi disse che l’avevano derubata. Il tempo di allontanarmi dall’auto per quei pochi minuti e me la trovo svuotata, borsa e giacca con soldi, documenti, persino la borsa con la spesa! Ovviamente sparí anche la ragazza.
Inattaccabile! Un’esperienza del genere ti segna.
Posso capire che poi non ci si fidi più del prossimo.
i casi della vita…e sì curiosità e senso di colpa..io mi sentirei così…ciauuu blu
Si può capire…ciao strega.
Non ho avuto brutte esperienze come Leonardo ma ammetto di essere molto sospettoso se qualcuno mi si avvicina per chiedere aiuto. Lo so, non è bello da dire ma è la socuietà che ti porta a questi risultati.
Le brutte esperienza sono sempre in agguato, solo pochi giorni fa delle ladre sono entrate con l’inganno in casa di una mia cugina. Puoi immaginare il resto.
Attento fra la gente
correva l’anno…. (correva e basta!)
Guidavo la mia Renault Dauphine, accessoriatissima, alla massima velocità: 110 all’ora. Vedo un’altra Dauphine sul ciglio della strada che sta andando a fuoco nel vano motore. Inchiodo prontamente e ritorno sui miei passi con l’estintore alla mano.
Non ho mai capito perchè il proprietario, che sembrava disperato, mi ha guardato male!
ah, dimenticavo: erano i tempi in cui speravi che qualcuno te la bollasse la macchina, così la sua assicurazione avrebbe pagato il carrozziere e, se ci sapevi fare, anche le gomme ormai ridotte alla tela.
insomma… c’era più solidarietà, non come adesso! 🙂
Ma sopratutto non ci sono più le Dauphine! Manco la conoscevo, senza google immagini sarei…morto! 🙂
Poverina, speriamo stia bene 🙁
Già. 🙁 Ho corretto il tuo post e rimosso l’errore. Ok?
Se non è un imbroglio ci vuole veramente tata disperazione per chiedere aiuto ad uno sconosciuto.
L’idea del possibile imbroglio è un tarlo fisso vero? È proprio vero che questa società ci rende più diffidenti.
Questo racconto mi ha toccato qualche corda speciale. Sei sicuro che non fosse una mendicante? In ogni caso, capita che siamo troppo distratti per cogliere la cosa giusta al momento giusto ma siamo umani. Non pensarci troppo…ciao 😉
La sicurezza assoluta ovviamente non c’è.
L’abbigliamento, il parlare, anche l’atteggiamento per quello che vale, mi farebbe dire di no.
Ovvio che non ne faccio una malattia ma cancellare l’episodio non è facile, qualcosa ti resta.