28 Marzo 2025

La risposta è fin troppo semplice. Sa tutto quello che gli abbiamo rivelato.
Il difficile, caso mai, è mettere in ordine tutte queste informazioni, riconoscere/distinguere quelle che abbiamo fornito per usufruire di determinati servizi, quelle condivise “confidenzialmente” e quelle espresse in tutta libertà come, ad esempio, sui social network.
E se qualcuno fosse in grado di accedere e mettere in ordine queste informazioni cosa potrebbe accadere?
Trattandosi di un’azione palesemente illegale la risposta è: niente di buono.
Ora che il web è entrato prepotentemente in quasi tutte le case è bene essere consapevoli anche degli aspetti negativi di questo meraviglioso strumento e qualcuno (a mio avviso purtroppo ancora pochi) cerca di metterci in guardia.
Un’iniziativa interessante è quella di Febelfin (Federazione Belga Settore Finanziario) che di recente ha lanciato uno spot pubblicitario che sta riscuotendo un certo successo anche nel resto dell’Europa.
Nello spot  Dave, un mago-attore, con il pretesto del lancio di un nuovo programma televisivo invita delle persone a farsi leggere la mente.
Escono così vari aspetti personali delle persone coinvolte come la presenza di farfalle tatuate sul dorso, possedere una motocicletta, il nome della migliore amica, l’intensità della vita sessuale, condizioni fisiche (strappo muscolare), il colore della propria casa, ma anche situazione finanziaria e numero di conto corrente, importi spesi per cure mediche, abbigliamento e pure i soldi richiesti per la vendita di una casa!
Ma allora questo Dave sa veramente leggere la mente?
No, ripete solo le informazioni che riceve da un gruppo di hacker nascosti dietro una tenda che, una volta rimossa, mostra tutta la vita online delle persone sedute di fronte a Dave.
Questo è uno spot, è finzione, ma il messaggio è chiaro. Nelle vita online ci vuole prudenza, come nella vita reale.

21 thoughts on “Quanto sa di noi il web?

  1. Ho difficoltà ad usare pure il bancomat! Figuriamoci se mi avventuro in cose strane in rete.
    Leggo il tuo blog e poco altro, non dovrei finire nella rete degli hacker.
    Spero. 🙄

  2. Incredibile, ma potrebbe succedere davvero!
    Ogni tanto arriva qualche mail, che vorrebbe spacciarsi per la banca o le poste
    e t’invitano a controllare il conto corrente! Pensa, se qualcuno ci casca e digita il codice del cc, chissà e che danni può andare incontro 😕
    Meno male che c’è il nostro Caigo che c’informa 😀
    Ciaooooooo Giorgio, come va???
    Basiiiiiiii :mrgreen:

  3. E delle truffe su ebay ne vogliamo parlare?
    Ormai sono 3 anni che aspetto di ricevere dei dvd!
    Aspetto per modo di dire. 😥

  4. @ mex: Mi carichi di responsabilità! Vorrà dire che se ti scappa di scrivere il tuo numero di c/c avrò cura di rimuovere rapidamente il tuo commento! 😉
    @dexter: Simulazione di real_tv?
    @ gilda: Facciamo collezione di queste maledette mail! Li possino…!
    Ciao bella! 😀
    @ oregon: Nel caso di ebay (e non solo) non si parla di furto di dati riservati ma, lo dici tu stessa, di truffa. È una cosa diversa ma ugualmente fastidioso.
    Siamo comunque vittime di un crimine.

  5. Ah, bene! Già non mi piace che Google legga la mie mail e metta la pubblicità sulla base delle parole chiave (speriamo solo quelle!), forse dovrei tornare ad Outlook. Chissà cosa succede quando prenoto un albergo online con la carta di credito (le carte prepagate non le accettano!) 👿

  6. Comunque è vero, a volte mi sento spiata 8) oltre che bombardata da fastidiose mail pubblicitarie. 👿 Quando si naviga in rete si ha l’iniziale impressione di essere soli, ma dietro al monitor c’è un modo sconfinato 😯 , più di quello reale circostante. E’ sempre più necessario diffondere un uso consapevole delle tecnologie, soprattutto tra i ragazzi. 💡

  7. Ecco, pure i Belgio sono più avanti di noi in queste cose.
    Da noi una campagna pubblicitaria che inviti alla prudenza sul web per il momento ce la sogniamo!

  8. @ filo: Con Outlook passeresti in ogni caso attraverso un gestore di servizi mail (magari lo stesso gmail) e dovresti prendere in considerazione un antivirus che difenda pure il client.
    Tutto sommato puoi rimanere con il servizio che usi abitualmente.
    @ skip: Per quanto riguarda le mail pubblicitarie a volte è pure colpa nostra.
    Io ne ricevo poche. In genere quando sottoscrivo qualche nuovo servizio (è qui che “ci concediamo”) uso le mail temporanee di yahoo.
    Se mollo il servizio e continuo a ricevere mail fastidiose mi basta cancellare l’indirizzo collegato senza nessuna altro disagio per tutto il resto della mia posta con yahoo.
    @ leonardo: Fatti forza! magari tra qualche annetto… 😛

  9. Questo video lo conoscevo, me lo ha fatto vedere il mio ragazzo un po’ di tempo fa. Sono convinta che oggi giorno è sempre più difficile nascondere al mondo virtuali (e di conseguenza a quello reale) dati riguardanti la nostra vita.
    Basta pensare quanto influenza il web in questi ultimi anni: non so a quanti di voi è capitato di fare dei colloqui per lavoro. Ebbene, nove volte su dieci chi vi ha fatto il colloquio aveva già cercato informazioni su di voi o le ha cercate subito dopo su Internet. E anche un piccolo particolare personale che è stato condiviso sulla rete può, a volte, ritorcersi contro, per esempio la propria squadra del cuore, il nostro orientamento politico, alcune idee su religione, vita, società etc etc.
    Bisogna stare attenti a cosa mettiamo nella rete, anche se a volte sono gli altri a metterlo per noi, basta pensare una foto da altri messa su Facebook. Io per questo motivo non sono iscritta su Facebook con il mio vero nome e nickname ufficiale.
    Una cosa che a me fa paura è quando qualcuno si spaccia per te, nascondendosi dietro al nome o nickname.
    Noiose sono le pubblicità che mostrano dentro la casella email o nei siti: non solo danno fastidio, come molti di voi hanno detto, ma spesso non cambiano nemmeno. Io ho lavorato per alcuni mesi sull’ECM Alfresco e nonostante ormai siano sei mesi che non ho fatto più ricerche su di esso, mi compaiono ancora le pubblicità per quello!
    Bisogna poi pensare che l’avvento di applicazioni per il mobile (che prendono dati come la posizione o l’elenco dei contatti) ha aumentato ancora di più il fenomeno descritto dal tuo articolo.
    Infine vi voglio ricordare di stare attenti anche ai programmi di condivisione dei file, simili a DropBox. Mentre di DropBox (credo sia stato il primo) mi fido “abbastanza”, degli altri non ho la certezza che i file che metto non siano “monitorati” o “controllati” da coloro che mettono a disposizione lo spazio e sfruttati per avere informazioni da utilizzare o anche rivendere.

  10. Toh… arriva a proposito questo post!
    Proprio oggi ho ricevuto una telefonata – chiaramente da un call-center – e il mio interlocutore mi ha chiesto di rispondere ad alcune domande sullo stato della mia salute.
    Però ho capito come facesse a sapere che avevo le emorroidi: l’ha saputo cercando su Youtube.
    … maledetto web!

  11. Per fortuna è uno spot!
    Fosse stato tutto vero mi sarei preoccupato nel vedere quel Dave saltellare come un capriolo dentro quella tenda! 😆

  12. @ grazia: Occhi moooolto aperti! 😉
    @ mex: Così non vale! Gli deprimi gli affari! 😛
    @ ventus85: Ottima integrazione! In particolare la parte che riguarda la condivisione di file.
    @ il THeO: È risaputo che youtube sia controllata dalla lobby dei proctologi…. 8)
    @ Sig Giovanni: Il Nureyev dei sensitivi!

  13. Theo: guarda che le interviste telefoniche sullo stato di salute fanne parte del progetto di sorveglianza sanitaria PASSI.
    Non tutto è grande fratello! 😆

  14. qui devo dare doverosamente una risposta a Senplice
    Lo so che passa, specialmente col freddo che è il rimedio di elezione, ma il mio interlocutore non mi ha detto che faceva parte di un progetto di sorveglianza sanitaria. E poi aveva anche un accento straniero che mi ha fatto pensare ad un negro.
    non vorrei si pensasse che sono razzista, ma date le circostanze..! 😀

  15. La rete non concede spazio a ingenuità ed ignoranza, dobbiamo essere preparati nell’usare questo strumento. Comuni ed altri enti organizzato corsi gratuiti per chi non sa usare internet.
    Approfittiamone!

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